Delight e la ricerca del punto G
Leggende metropolitane, studi scientifici, dubbi di ogni sorta. Ma quindi il punto G esiste o no? Delight è la risposta.

Classica cena con amiche e amiche di amiche, a cui partecipo con il mio prezioso bagaglio di sex toys discretamente nascosto in un carrellino della spesa.
Di quelli che usano le vecchine che non guidano per andare al supermercato.
Vedendolo, nessuno potrebbe immaginarne il prezioso contenuto.

Ultimo morso di cheese cake ed eccoci: i toys cominciano a viaggiare di mano in mano fra gioiose risate.
Adesso venti occhioni speranzosi mi guardano.
Guardano me e sbirciano l’oggetto misterioso appoggiato sul palmo della mia mano.
Apparentemente un serpentone rosa baby, in realtà il potenziale amico di ogni donna: Delight.
Diabolik per gli amici. Pardon, per le amiche.

Quindi… vorresti dire che quello serve per trovare il punto G? Cioè ma… ESISTE? Esiste veramente?

Ricordo le delucidazioni della mia ottima direttrice Rossetti*.
Privilegio di lavorare con una studiosa di cotanto spessore e poter ascoltare, più e più volte, la spiegazione dell’anatomia della clitoride e delle sue innervazioni, le tipologie degli orgasmi femminili e altre illuminanti informazioni sul piacere e il suo funzionamento.

Ricordo le espressioni delle donne che la ascoltavano durante “Happy Yoni”**, seminario sulla sessualità e i suoi doni. Donne che, dopo quel seminario, non sono più state le stesse, che sono uscite da quell’aula dicendo “Perché nessuno ce lo ha mai detto prima?”.

Anche la Bottega della Luna ne ha parlato qui.

 

delight punto g
Seao Rise organizza corsi rivolti alle donne.

E quindi.

Il punto G esiste, si. Anche se è probabilmente diverso dalla mitologia delle leggende metropolitane.
Non è esattamente un interruttore che, una volta trovato, basta toccare per scatenare orgasmi stellari con un semplice click.

Il punto G è un’area della parete superiore vaginale, che corrisponde alla parte interna della clitoride (della quale vediamo il prepuzio fuori, ma ha anche un dentro); quest’area è composta da una concentrazione neovascolare, quindi nervi e circolazione che ne aumentano la sensibilità***.

EH?
Si, ok. È una zona in cui c’è un tot di robe, tutte molto sensibili, il che rende quel piccolo punto particolarmente reattivo e in grado di provocare piacere.
Il famoso orgasmo stellare, appunto.
Allora è davvero come un interruttore ON/OFF?
Eh no. Non è così semplice.
Primo, perché ogni donna è diversa e questa zona ultrasensibile non è mai perfettamente al centro, ma un po’ più a destra o a sinistra.
Secondo, perché per dare piacere richiede una stimolazione differente, anche in questo caso: ogni donna è diversa.

E cosa c’entra Diabolik? Ops, il Delight?
C’entra.
Perché questo geniale oggetto è appositamente progettato per stimolare il punto G. Proprio lì.
Semplificando parecchio l’operazione e permettendo di utilizzare (volendo, ma giuro che da fantastici risultati anche senza) la vibrazione.

Con un consiglio. Che dichiaro subito provenire dai feedback di donne che lo hanno utilizzato.
Con una mano tenere il Delight, con l’altra stimolare esternamente la clitoride. Ed ecco che l’innervazione della clitoride nel suo insieme sembra manifestarsi come una mappa luminosa.
Come l’apparizione della volta celeste, tanto per rimanere in tema di stelle.

Va anche detto che, sempre perché ognuna è diversa, anche la densità dei nervi del punto G è diversa e l’intensità della reazione sarà differente da donna a donna.
Sta a ciascuna essere esploratrice del proprio parco giochi, l’Indiana Jones della propria sacra patata.
Provare per credere.

_____
*Anna Maria Rossetti, Direttrice della Scuola Elementale di Arte Ostetrica SEAO di Firenze
**“Happy Yoni. Viaggio nei doni della sessualità, della ciclicità, del piacere”. Per restare aggiornate sulle date degli incontri rivolti alle donne promossi da SEAO visitate la pagina Facebook SEAO Rise
***Anna Maria Rossetti

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3 Commenti

  1. Antonio

    Purtroppo per la maggior parte delle donne delle mie parti…per cultura..il loro piacere orgasmico…e lo shopping…essere accompagnate…e al massimo un veloce rapporto vergognoso…per loro…per rimanere incinta subito….mi spiace ma al sud in provincia e così…magari fosse come scritto ciao..!

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  2. Claudia

    Io non so dove vivi, caro Antonio, ma ti posso assicurare che io , come molte mie amiche e conoscenti, non la penso assolutamente così. L’emancipazione (sessuale) della donna è arrivata anche qua…è da un bel po’. Te lo scrive una donna provinciale del Sud. Aggiornati…

    Rispondi
  3. gabriella

    Caro Antonio, ahimè, ti assicuro che anche qui, nel profondo nord, le cose non sono poi così diverse!!! Bellissimo ed interessantissimo blog: peccato averlo scoperto solo ora, l’importante è che ci sia. Le donne per quanto riguarda loro stesse tendono a vivere in una ignoranza disfunzionale cronica.

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