La storia della professione ostetrica: uno sguardo al passato per comprendere il presente

La professione ostetrica oggi è una figura chiave per la promozione della salute femminile: non si occupa soltanto di gravidanze fisiologiche e di parti naturali, ma è un punto di riferimento fondamentale anche per garantire cure adeguate al neonato, per il supporto alla coppia genitoriale e per la promozione della salute sessuale della donna.

La professione ostetrica: saperi per la salute globale della donna

Queste competenze sono sempre state patrimonio della figura della “levatrice” sin dalla sua nascita.

“L’area di intervento della levatrice non era limitata all’assistenza alla gravidanza e al parto. Platone attesta una conoscenza più ampia nel campo della sessualità che è confermata anche in epoca medievale e moderna. Veniva infatti consultata per problemi connessi con il ciclo mestruale e l’allattamento, nei casi di sterilità o stupro” 1 .

Grazie ai molteplici campi di applicazione e alla vastità delle loro conoscenze, le ostetriche erano figure stimate e apprezzate dalla comunità. Le loro competenze spaziavano dall’ambito della nascita, alla salute delle donne e dei bambini, ed erano anche in grado di procurare e gestire le pratiche abortive.

Esperienza è conoscenza: i saperi tradizionali della professione ostetrica

Le levatrici erano donne avanti con l’età, che aveva accumulato esperienze relative alla sessualità e alla vita di coppia, e nella maggior parte dei casi erano madri: l’esperienza sul proprio corpo della gravidanza, del parto e della maternità erano fonti di sapere preziose.

Le conoscenze ostetriche venivano tramandate spesso di madre in figlia. Le apprendiste davano un valore aggiunto all’assistenza alle partorienti: mentre la levatrice esperta si occupava prevalentemente della nascita e del bambino, le assistenti sostenevano e accudivano la madre.

La levatrice assisteva tutte le donne, dalle più abbienti alla più povere. Spesso infatti lavorava anche gratuitamente e il suo ruolo di assistenza alla donne aveva un significato sociale molto importante e ampio.

Ostetriche e streghe: dalla persecuzione al controllo

La figura dell’ostetrica era rispettata socialmente. Allo stesso tempo, però, le sue competenze in materia di nascita e di morte le rendevano figure ambigue e misteriose, quasi minacciose, soprattutto allo sguardo maschile.

Le accuse nei confronti delle ostetriche riguardanti stregonerie e sortilegi, crimini e altri impensabili misfatti sono molto frequenti nei testi antichi.

Nel medioevo cristiano la figura dell’ostetrica fu ulteriormente condannata, in particolare a causa del suo coinvolgimento con le pratiche abortive. Le ostetriche vennero sempre più associate con la stregoneria.

“La levatrice poteva dunque avvicinarsi per molti aspetti alla figura della strega. Si tratta di un elemento importante da sottolineare, che collega il mondo antico a quello medievale e moderno e che trae origine dal sospetto e dal timore che gli uomini nutrivano nei confronti di pratiche e conoscenze da cui erano esclusi, dalla paura per quella sfera di azione femminile autonoma che, in quanto tale, risultava potenzialmente minacciosa” 1.

La “caccia alla streghe” in Europa coinvolse numerose ostetriche, processate e torturate perché accusate di praticare la magia, l’infanticidio ma anche per il loro modo di vivere autonomo e la loro vicinanza alle tematiche inerenti la sessualità.

Politiche di controllo sulle attività delle ostetriche furono messe in pratica sia dall’istituzione ecclesiastica che dall’apparato statale. Questo comportò da una parte un maggior riconoscimento ufficiale e l’avvio di un processo di professionalizzazione dell’attività ostetrica; dall’altra un aumento delle restrizioni e limitazioni delle sue competenze e della sua autonomia.

Ma questo fu solo l’inizio di un’evoluzione che portò alla progressiva appropriazione da parte della classe medica delle conoscenze ostetriche.

La medicalizzazione della salute delle donne e della professione ostetrica

Un patrimonio di conoscenze a gestione totalmente femminile venne gradualmente assorbito dalla classe medica (composta al tempo totalmente da uomini), estromettendo di fatto la professione ostetrica dalla cura della salute delle donne.

Nel ‘700 infatti si diffonde la figura del chirurgo ostetrico e si intensifica il controllo del lavoro delle ostetriche con la nascita delle scuole ostetriche: l’avvio di un processo di medicalizzazione della nascita che arriva fino ai nostri giorni. In contemporanea si avviarono delle vere e proprie campagne per screditare il lavoro delle levatrici accusate di non avere conoscenze scientifiche e di agire secondo un sapere tradizionale considerato pericoloso.

Con le scuole ostetriche nacque una nuova classe di levatrici, giovani e con una concezione medicalizzata dell’assistenza al parto e che operavano sotto la supervisione dei medici, che si contrapposero nel tempo alle “mammane tradizionali”.

Dall’800 infatti medici e ginecologi iniziarono a trasformare le pratiche ostetriche, introducendo varie innovazioni. Ad esempio la posizione distesa della partoriente fu una novità introdotta dalla classe medica: una posizione senza dubbio più comoda per il medico ma certamente più faticosa per il bambino che per attraversare il canale del parto si trova a lottare contro la forza di gravità.

Nel libro “Vagina” Naomi Wolf afferma che questa postura è sconosciuta al di fuori dell’occidente medicalizzato e che è molto più nociva per il perineo e per il canale materni. E aggiunge:

“Questa postura, che abbiamo purtroppo ereditato, aprì la porta ad un’era di lesioni ginecologiche fra le donne borghesi che potevano permettersi un dottore durante il parto”.

Nel corso dell’800 vennero introdotte rapidamente molte procedure mediche durante il parto: l’uso del forcipe e l’episiotomia (ovvero l’incisione chirurgica del perineo per allargare l’apertura vaginale) iniziarono a diventare pratiche piuttosto comuni.

L’ospedale nel corso degli anni divenne gradualmente il luogo ritenuto più sicuro per la nascita, dapprima per i parti complessi, poi anche per quelli fisiologici.

La professione ostetrica oggi

Stiamo assistendo di recente ad una rivalutazione della professione ostetrica: sempre di più si sta diffondendo la consapevolezza che l’ostetrica è la figura professionale di riferimento per tutte le gravidanza ed i parti fisiologici. Le Case Maternità gestite da ostetriche rappresentano oggi luoghi sicuri dove poter partorire in modo più naturale e rispettato, dove i bisogni della donna e del bambino vengono messi al centro delle attività di assistenza. Anche la casa, lentamente, sta diventando il luogo dove molte donne decidono di partorire, avvalendosi dell’assistenza delle ostetriche.

Ma la strada da fare è molta: i contributi pubblici ai parti in casa sono ancora pochi e l’assistenza ostetrica è una risorsa alla quale si accede prevalentemente in forma privata.

La professione ostetrica è una risorsa fondamentale per il sostegno e la promozione della salute femminile. Siamo certe che ci sia bisogno di conoscerla meglio per poter comprendere in modo globale il suo grande potenziale: occuparsi della donna in tutto il suo ciclo riproduttivo, dalle consulenze contraccettive alla gravidanza, parto, allattamento, menopausa, valutazioni e terapia per il pavimento pelvico, oltre all’educazione alla sessualità e il sostegno nell’accudimento dei neonati.

Una promozione globale del benessere generale femminile.

 1 Tratto da “Generare, partorire, nascere – una storia dall’antichità alla provetta” di Nadia Maria Filippini – Ed. Viella

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Giulia
Infermiera, fitopreparatrice, appassionata di erboristeria e mamma. Da anni mi interesso di tematiche femminili e di sessualità, piacere e benessere. Studio sessuologia clinica e mi sto formando come esperta in educazione sessuale.

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