LE IDENTITÀ SESSUALI: COMINCIARE AD ORIENTARSI

Parlare di identità significa addentrarsi in un discorso meravigliosamente complesso.
Ogni persona esprime sé stessa con un propria sfumatura, totalmente personale e difficilmente comprensibile dagli altri. Ogni persona è unica e diversa dal resto della popolazione mondiale. Ma nonostante questo sembra che la diversità dell’altro ci sorprenda e ci metta in guardia.

Pur vivendo in un mondo di esseri unici, siamo spaventate dalla diversità, dallo sconosciuto: spesso tendiamo a guardare altrove se non sappiamo interpretare o dare un nome a quello che incrociano i nostri occhi.

Identità ed etichette

Per sentirci al sicuro abbiamo bisogno di “mettere un’etichetta” a ciò che vediamo: è istintivo, ci permette di conoscere più rapidamente, un processo mentale praticamente indispensabile che mettiamo in atto sin dalla più tenera età per interpretare il mondo che ci circonda.

Le categorie e le etichette ci permettono di incasellare in maniera ordinata molte informazioni, ma dobbiamo ricordarci che questo tipo di conoscenza è molto superficiale e impoverisce la complessità delle persone, dei fenomeni, dei luoghi che incontriamo. Se non stiamo attente possono dare vita a stereotipi e pregiudizi, limitando fortemente la nostra capacità di comprendere quello che c’è fuori e dentro di noi.

Quando etichette e categorie diventano il nostro schema mentale per leggere il mondo, ci spaventiamo facilmente se non riusciamo ad “incasellare” qualcosa o qualcuno.

Le identità sessuali

Nella cultura in cui viviamo, tantissimi concetti sono stati impoveriti della loro complessità: sesso, genere e orientamento sessuale, ad esempio, sono ridotti a ciò che è più frequente.

La conoscenza delle cose ci può aiutare ad orientarci meglio e a cogliere la complessità e la bellezza della diversità. Per questo penso che sia utile partire da alcune definizioni base, da un piccolo glossario che funga da bussola nello sconfinato mondo delle identità e della sessualità.

Il sesso biologico

Il sesso biologico è quello scritto nel nostro DNA e si esprime con caratteristiche fisiche e biologiche presenti già alla nascita (come l’apparato riproduttivo e genitale, i cromosomi sessuali, gli ormoni).

Il maschio è definito dai cromosomi sessuali XY, la femmina da XX.

Si definisce intersessuale la persona che ha un apparato riproduttivo e genitale (ed un ciclo ormonale) che non rientra nella definizione binaria di maschile e femminile ovvero che ha caratteristiche appartenenti ad entrambi i sessi. Esiste un’ampissima varietà di tipi di intersessualità, non tutte identificabili alla nascita.

L’identità di genere

L’identità di genere indica in quale genere la persona si percepisce. Non deriva dal sesso biologico, è un’esperienza totalmente personale e diversa per ogni singola persona che può sentirsi maschio, femmina o un’altra posizione intermedia tra questi due poli opposti.

Le persone la cui identità di genere corrisponde al sesso biologico sono dette cisgender. Se il sesso biologico non corrisponde all’identità di genere, parliamo invece di transgender. La parola transessuale invece indica una persona transgender che ha deciso di intraprendere il percorso di transizione verso il genere in cui si riconosce.

Si definisce agender (o genere neutro) chi non si riconosce con alcuna identità di genere.
La parola genderfluid invece indica un’identità fluida, non definita, che può modificarsi nel tempo.

L’espressione di genere

Si riferisce a tutto ciò che una persona dice o fa e che esprime la sua identità di genere. Ogni identità di genere può esprimersi in maniera differente, rispettando o scostandosi totalmente da quello che viene prescritto dalla cultura in cui si vive.

L’orientamento sessuale

Rappresenta il genere (o i generi) verso i quali si prova attrazione sessuale e romantica.

Si definisce eterosessuale chi è attratto dal genere opposto al proprio, omosessuale chi è attratto da persone dello stesso genere. La bisessualità invece è l’attrazione verso entrambi i generi.

Polisessuale è la persona che prova attrazione verso più sessi e non si definisce bisessuale per dare legittimità anche agli altri sessi e generi.

La pansessualità è l’attrazione verso un’altra persona, indipendentemente dal genere o dal sesso biologico di appartenenza.

La demisessualità è l’impossibilità di provare attrazione sessuale in assenza di un preesistente legame emotivo.

Asessuale è colui/colei che prova attrazione o desiderio sessuale per nessuno.

Infine, si definisce queer chi sostiene che qualsiasi categoria di riferimento non possa rappresentare la complessità di ciò che provano le persone e che le identità si possono modificare nel tempo. La persona queer rifiuta quindi qualsiasi etichetta riguardante la propria identità sessuale.

Le identità si esprimono con sfumature

Riuscite a pensare al disagio che provoca in voi non riuscire a capire se una persona che avete davanti sia maschio o femmina? D’istinto si diventa quasi incapaci di relazionarsi. E se riusciamo a metterci in relazione con questa persona, resta in noi la domanda: ma è maschio o femmina?

Ci succede perché siamo abituate a pensare secondo una concezione binaria delle sessualità: dividiamo tutt* automaticamente in maschi e femmine, diventa per noi fondamentale categorizzare la persona e questo modifica il nostro approccio.

Ma le identità si esprimono con sfumature, quasi mai con colori netti. Diventare consapevoli di questo può aiutarci a comprendere meglio chi ci sta intorno e a conoscere davvero le persone, oltre le etichette.

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Giulia
Infermiera, fitopreparatrice, appassionata di erboristeria e mamma. Da anni mi interesso di tematiche femminili e di sessualità, piacere e benessere. Studio sessuologia clinica e mi sto formando come esperta in educazione sessuale.

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