Naturismo: più nude e più felici?

La Giornata Mondiale del Naturismo si celebra ogni anno la prima domenica di giugno. In questa occasione in tutto il mondo si organizzano eventi che promuovono lo stare in contatto con la natura, connessi con tutto il corpo, per beneficiare del benessere psico-fisico che può derivare da questa pratica, ma anche per portare avanti temi come l’ecologia, gli stili di vita sostenibili, il rispetto di tutte le forme viventi.

Naturismo e nudismo

Il naturismo, secondo la definizione dell’International Naturist Federation è “un modo di vivere in armonia con la natura caratterizzato dalla pratica della nudità in comune, che ha lo scopo di favorire il rispetto di sé stessi, il rispetto degli altri e quello dell’ambiente“.

Si differenzia dal nudismo che invece è la semplice pratica dello stare nudi, non necessariamente a contatto con la natura.

Entrambi i movimenti portano avanti la lotta contro una concezione che vede il corpo umano come qualcosa da nascondere e di cui vergognarsi.

Nudismo e naturismo superano la visione di nudità come pratica sessualizzata: stare nudi non è necessariamente un atteggiamento seduttivo, ma una condizione nella quale sperimentare un rapporto con gli altri e con se stessi più autentico e sincero.

Stare nude fa bene?

Sono molti i benefici correlati allo stare nudi: se pensiamo che la nudità è una condizione naturale dell’essere umano è facile immaginare che i processi fisiologici del nostro corpo ne siano facilitati; ad esempio sappiamo che comporta migliore termoregolazione, maggior assorbimento di Vitamina D e minore incidenza della trasmissione di virus e batteri.

Ma i vantaggi della nudità che hanno catturato la nostra attenzione sono soprattutto quelli relativi ad una maggiore confidenza ed autoaccettazione del corpo.

Siamo abituate a coprirci e a vestirci in maniera tale da nascondere quelli che consideriamo i nostri difetti. I vestiti che indossiamo spesso hanno la funzione di prepararci allo sguardo altrui e non quella di proteggerci dal freddo.

Un articolo molto interessante del 2017, pubblicato sul Journal of Happiness Studies, mette in relazione la pratica dello stare nudi con gli altri e le attività naturiste con un aumento dell’autostima, derivante dalla vista di corpi reali, così-come-sono: un’occasione effettivamente molto rara nella nostra società, nella quale la nudità sembra essere appannaggio di corpi da modelle, gli unici che meritano e possono essere visti ed esposti.

L’articolo si chiama “Nudi e senza vergogna: studi e applicazioni pratiche riguardanti gli effetti di attività naturiste su percezione del corpo, autostima, e soddisfazione della vita” e descrive i risultati di un’indagine sul collegamento tra attività naturiste e benessere psicologico e di due studi sull’impatto immediato di eventi naturisti sulla soddisfazione di vita dei partecipanti. Si è scoperto che una maggiore partecipazione ad attività naturiste è collegata una maggiore soddisfazione della vita grazie ad una una percezione del corpo più positiva, e ad un’autostima più alta.

Guardare i corpi altrui infatti amplia l’immaginario: dai corpi patinati e tutti uguali di riviste, cinema e televisione, all’unicità dei corpi reali, pieni di dettagli, forme e movimenti.

I corpi normali sono tutti diversi: l’incontro con la loro varietà infinita diminuisce il senso di inadeguatezza di ognuno. L’accettazione della diversità diventa inclusività.

Un altro studio condotto su studenti di un’università canadese ha verificato infatti che l’accettazione della nudità propria e altrui in contesto sociale corrisponde alla tendenza di una maggior apertura verso idee religiose diverse dalle proprie, così come di altre etnie e orientamenti sessuali.

Sembra proprio che tornare alla natura, stare nudi, ci porti ad un contatto più autentico con gli altri e con noi stessi, eliminando tutte quelle barriere che ci costruiamo intorno per paura del giudizio degli altri.

Sicuramente il naturismo non è la soluzione per tutti, ma crediamo che parlarne possa aiutarci a comprendere meglio il rapporto che abbiamo con il nostro corpo. E iniziare a pensare che svelarci e svelare l’altro, stare nudi in coppia, praticare lo Slow Sex, giocare con il nostro corpo, decorarlo senza nasconderlo, guardarsi…possono essere delle valide strade per vivere meglio, stimarci di più e migliorare questo aspetto del nostro modo di stare al mondo.

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Giulia
Infermiera, fitopreparatrice, appassionata di erboristeria e mamma. Da anni mi interesso di tematiche femminili e di sessualità, piacere e benessere. Studio sessuologia clinica e mi sto formando come esperta in educazione sessuale.

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