Continuiamo a parlare di pavimento pelvico (non ci stancheremo mai!) e per farlo ci viene in aiuto il nostro amico chinesiologo Giorgio Mottini.

Avete mai pensato che la salute del pavimento pelvico passa anche attraverso il respiro?

Giorgio ci racconta di più.

Il pavimento pelvico o diaframma pelvico è il terzo dei 3 diaframmi (diaframma della gola ed epigastrico il nome degli altri 2). È situato nel quadrilatero delimitato dal coccige, pube e i 2 ischi e ha 3 orifizi (uretrale, vaginale e anale).

Durante una gravidanza, con il parto e successivamente con la caduta estrogenica tipica della menopausa i muscoli del pavimento pelvico  perdono elasticità e tono e la prestazione muscolare si riduce, dando luogo a spiacevoli problemi di incontinenza urinaria da sforzo, ma non solo…

Il pavimento pelvico agisce attraverso le catene muscolari

Un’insufficienza muscolare del pavimento pelvico come conseguenza può infatti determinare una caduta verso il basso dell’utero e delle pareti vaginali, dolori mestruali, dolori durante i rapporti sessuali o nella defecazione, emorroidi, ciclo mestruale non regolare, frigidità, vaginiti e problemi di lubrificazione, ma anche problematiche che per mezzo delle catene muscolari (successione di muscoli collegati tra loro come una serie di “anelli” reciprocamente concatenati) possono creare squilibri posturali e dolori in zone anche lontane dal pavimento pelvico  come le lombalgie.

In ambito posturale oltre alle cause note legate alla vita della donna già elencate sopra, sono da prendere in considerazione altri eventi importanti come le cadute sul coccige o sul sacro, i problemi viscerali come l’aerofagia o fattori legati alla sfera emozionale come rigidità e tabù sessuali ed eccessi di tensioni emotive in genere.

E rispetto proprio a quest’ultime è importante sottolineare come lo stress, le ansie, la depressione e tutto ciò che mina la nostra sopravvivenza si riflette sul nostro respiro.

In una situazione di eccesso di tensioni che potrebbero presentarsi per le più svariate ragioni, per un istinto di sopravvivenza tendiamo a prendere più aria di quella che rilasciamo, andando a creare una situazione nel nostro muscolo inspiratore per eccellenza (il diaframma epigastrico), accorciamento e retrazione delle fibre muscolari.

Il diaframma che quando si contrae si abbassa, in una situazione di stress emotivi importanti o persistenti, si va a fissare in questa posizione non fisiologica rappresentando una continua spinta opprimente sui visceri e sul pavimento pelvico sottostanti.
Il pavimento pelvico ha  una correlazione con il diaframma epigastrico. Se provate a dare un colpo di tosse con il palmo della mano rivolto all’insù sul pavimento pelvico avvertirete una risposta, una sorta di sussulto. Questo accadrà se il tono di quei muscoli che ne fanno parte possiedono un eutonia, ovvero un giusto tono muscolare, ma se il diaframma epigastrico non sarà nella giusta posizione e sarà corto anche il pavimento pelvico ne risentirà.

Fondamentale quindi per raggiungere un buon tono del nostro diaframma pelvico considerare anche l’azione del diaframma epigastrico e nel caso fosse “corto” per ragioni a voi note, apprendere alcuni esercizi di rieducazione respiratoria e di sblocco diaframmatico.

Il pavimento pelvico non è una zona del corpo a se stante, legata solo agli eventi che avvengono nel corso di una vita di una donna come il parto o la menopausa.

fattori che agiscono determinando una condizione di squilibrio (e che possono alterare il suo tono) sono, come abbiamo visto, svariati. Molte sono le relazioni del pavimento pelvico con altri muscoli e visceri e le possibilità che il suo squilibrio sia causa di un problema posturale “lontano”.

mottiniGIORGIOGiorgio Mottini – Chinesiologo
Operatore di Riequilibrio Posturale Metodo Raggi
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